I sei consigli di Poynter per il perfetto giornalista freelance

Traduzione dell’articolo di Beth Winegarner, pubblicato su Poynter il 2 ottobre 2012, che elenca sei ottimi consigli per il giornalista freelance, figura sempre più diffusa nel panorama mediatico odierno. 6 consigli per ottenere collaborazioni come giornalista freelance Nell’Ivanhoe di Sir Walter Scott, i freelancers o freelances erano cavalieri mercenari che non appartenevano a nessun esercito.…Read more I sei consigli di Poynter per il perfetto giornalista freelance

The Slow Writing Manifesto: se la velocità, utilizzata male, diventa un problema

Non amo fare le pulci ai colleghi, né mi va genio l’idea di schierarmi con la maggioranza del web che ha accolto con freddezza l’esordio dell’edizione italiana dell’Huffington Post. Non tanto per il coro di lamentele, quanto perché si tratta della maggioranza (sono un terribile anticonformista, a volte ciecamente aprioristico). Tralasciando la polemica sui contributi…Read more The Slow Writing Manifesto: se la velocità, utilizzata male, diventa un problema

Se il content marketing finanzia il giornalismo

Un argomento ancora sottovalutato, almeno in Italia, è la differenza tra il giornalismo e il cosiddetto brand journalism, la pubblicazione di articoli redazionali che sostuiscono gli annunci pubblicitari. Questa pratica è detta del content marketing e sembra piuttosto redditizia soprattutto per gli editori, ma anche per i giornalisti che vi lavorano. Può sostituirsi al giornalismo?…Read more Se il content marketing finanzia il giornalismo

Come l’iPhone 5 può influire sul mobile-reporting

Traduzione dell’articolo di Lindsay Kalter, pubblicato il 19 settembre 2012 su International Journalists’ Network L’iPhone 5 dà ai giornalisti dei nuovi strumenti per il mobile-reporting. In un post sul blog del BBC College of Journalism, uno smartphone reporter, Marc Settle, discute dei pro e contro del nuovo sistema operativo dell’iPhone, iOS 6 (già in dotazione…Read more Come l’iPhone 5 può influire sul mobile-reporting

#smeditor: come cambia il giornalismo sui social network

Ecco lo Storify che riassume l'incontro di stamattina alla Social media week di Torino, dedicato al rapporto tra giornalismo e social media, al quale hanno partecipato Anna Masera, Luca Conti e Andrea Castello. #smwTorino #innovare @lucasofri propone un tema per venerdì #smeditor : la velocità dei SM fomenta velocità nei fatti reali? @annamasera Share on…Read more #smeditor: come cambia il giornalismo sui social network

I limiti aziendali dei social e il paradigma-Facebook

La grande ubriacatura social che stiamo vivendo in Italia, da circa un anno e mezzo a questa parte, ha spinto diverse aziende a buttarsi su canali come Facebook e Twitter (per citare i più popolari) senza un accenno di strategia. La motivazione è una generale sottovalutazione del mezzo, analizzato – e considerato – secondo il…Read more I limiti aziendali dei social e il paradigma-Facebook

Da Twitter al debunking, alcune riflessioni sul giornalismo

Ci sono delle considerazioni da fare sul giornalismo in evoluzione grazie a Twitter. E non dico “social network” ma dico proprio Twitter perché le caratteristiche del mezzo ben si prestano a utilizzi prettamente giornalistici. La velocità di diffusione e la brevità richiesta per ogni tweet fanno pensare ai lanci di agenzia. Facile che si sviluppino…Read more Da Twitter al debunking, alcune riflessioni sul giornalismo

La Cina tortura i bambini per le Olimpiadi, anzi no

*ha collaborato Cristina Cucciniello Ai giochi olimpici la Cina è solitamente tra le prime nazioni nel medagliere. La recente vittoria dell’oro di Shiwen Ye nei 400 misti – con l’atleta che ha stabilito il nuovo record del mondo – ha riaperto il discorso doping a causa delle prestazioni fuori dal comune della giovane cinese. Pochi…Read more La Cina tortura i bambini per le Olimpiadi, anzi no

L’alta velocità di diffusione delle informazioni fa bene?

Caratteristica del web è l'elevata velocità di diffusione delle informazioni, quello che ha praticamente cambiato il mondo negli ultimi 30 anni. Oggi è possibile comunicare in maniera immediata con una persona che si trova dall’altra parte del globo al pari del nostro vicino di scrivania. La diffusione dei social network ha amplificato questo fenomeno (soprattutto…Read more L’alta velocità di diffusione delle informazioni fa bene?

Perché il citizen journalism non è giornalismo

Nel post precedente ho introdotto il discorso sul citizen journalism, o giornalismo partecipativo, che sta prendendo piede, grazie al web, da un paio d’anni a questa parte. A questo argomento si lega la domanda: cosa succede se tutti hanno la possibilità di esprimersi e condividere contenuti? Anziché utilizzare il canale di comunicazione – web amplificato…Read more Perché il citizen journalism non è giornalismo

Se i contenuti arrivano dalla community, da #TTT06 al citizen journalism

Dopo aver letto questo articolo, ma soprattutto dopo aver partecipato a #TTT06, penso sia sempre più il caso che il giornalismo abbandoni il pregiudizio ideologico che gli impedisce di accettare i contenuti prodotti dal basso, dalla community, dai lettori stessi. Ma andiamo con ordine. #TTT06 è la sesta puntata di un evento che da quasi…Read more Se i contenuti arrivano dalla community, da #TTT06 al citizen journalism

E invece il social media manager di Groupalia è un maledetto genio

Esulando dalla tragedia dell’Emilia-Romagna, è il caso di spendere due parole sulla questione Groupalia che al nuovo terremoto di questa mattina, indirettamente e purtroppo, si lega. Per chi si fosse perso i fatti ecco un piccolo riepilogo: questa mattina l’account @groupaliaIT lancia il tweet raffigurato nell’immagine; l’hashtag #terremoto è una grossa scorrettezza perché lega un…Read more E invece il social media manager di Groupalia è un maledetto genio